Il monoteismo
La caratteristica fondamentale delle tre
religioni monoteistiche: il cristianesimo, l’islam, e l’ebraismo, è la
fede nell’unico Dio. Per studiare e comprendere queste religioni si
deve necessariamente considerare l’idea di Dio. Le religioni
monoteistiche sono in tanti aspetti molto simili tra loro e come fondo
non hanno una sostanziale differenza, per trovare diversità bisogna
entrare nei particolari delle diverse teologie.
IN PRINCIPIO DIO NON C’E’.
Quando mi viene posta la domanda se io credo
in Dio o se Dio esiste, io semplicemente rispondo che Dio non c’è, la
mia non è un’opinione ma una constatazione.
Io nego in principio l’esistenza di Dio solo perche Dio non è
presente, e la sua assenza reale, è totale. Dio non è realmente, nel
senso che non è rilevabile dai sensi. E’ assente dalla vita personale
degli uomini e dalla loro avventura umana, è assente dalla storia dei
popoli. La dimostrazione più logica dell’inesistenza di Dio sta nella
sua totale assenza. Ecco perché io mi definisco ateo. Chi
dichiara di credere in Dio, il Dio creduto vero dalle religioni
monoteiste, si trova a dovere affrontare una contraddizione di
impossibile soluzione, che consiste nella scelta di Dio di restare
assente ed insensibile al dramma dell’uomo, insensibile al dolore, al
male, all’ingiustizia, al umano oblio delle regole morali che Dio
stesso avrebbe insegnato. Questo Dio nascosto ed assente chiamato: Dio,
Padre, onnipotente e onnisciente, dove era quando venivano
ingiustamente uccisi milioni di uomini nei campi di sterminio, nelle
guerre e sotto i bombardamenti atomici? Questo Dio sarebbe rimasto
nascosto nel giorno dove i vivi invidiarono i morti, sebbene immaginato
onnipotente e onnisciente ed amorevole nei confronti dell’uomo, egli
non avrebbe mai utilizzato il suo enorme potenziale? Come un padre
esistente che si disinteressa completamente dei suoi figli è moralmente
più biasimabile di un padre scomparso. Papa Benedetto XVI in visita ad
Auschwitz disse: Perche Signore hai taciuto? Giusta domanda angosciosa, alla quale il Papa non potrà trovare risposta. Ha scritto Onfray:
I teisti hanno un bel fare contorsioni metafisiche per giustificare il
male sul pianeta pur affermando l’esistenza di un Dio al quale nulla
sfugge. Se Dio esistesse nascosto ed assente, sarebbe lui medesimo
per primo negandosi a confermare la sua non esistenza, perché questo
comportamento nascosto ed assente contraddice la sua esistenza. Quindi i
dubbi e le riserve dell’uomo sull’esistenza di Dio sono una logica e
legittima conseguenza del comportamento stesso di Dio (ipotizzandone
l’esistenza), considerando che dal punto di vista pratico non esserci
equivale a non esistere.
A questo punto mi pare il momento di trattare l’agnostismo che
connota la maggioranza dei cristiani europei. Agnostismo significa “non
conoscibile” ed è la posizione di coloro che di fronte
all’impossibilità di dimostrare sia l’esistenza che l’inesistenza di
Dio rinunciano a chiarire il quesito, ed assumono per sempre la
posizione miserrima del dubbio spesso considerandolo il sommo tra i
valori. La posizione agnostica è il frutto di un pensiero debole che da
una parte attribuisce valore, seppur dubitativo, a coloro che
affermano l’esistenza di Dio senza alcuna prova reale, e dall’altra
cede all’inganno teista che considera l’impossibilità di dimostrare
l’esistenza di Dio una prova della sua esistenza. Questa pretesa
teista di dimostrare l’inesistenza di Dio è assurda, perché è possibile
unicamente dimostrare l’esistenza di qualcosa che esiste, ma nessuno è
in grado di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente, quindi
l’impossibilità di dimostrare l’inesistenza di Dio non è una prova
della sua esistenza, ma eventualmente della sua non esistenza,
considerato che di tutte le cose che non esistono è impossibile
dimostrarne la non esistenza, se non accontentandosi di verificarne
l’assenza. I credenti in Dio, loro dovrebbero dimostrare l’esistenza di
una entità che nessuno ha mai veduto, o in alcun modo percepito, ma che
loro dicono esistere. Scrisse in proposito B.Russell: Molti
credenti sembrano ritenere che sia compito degli scettici confutare i
dogmi vigenti, anziché compito dei credenti dimostrare le verità di ciò
in cui credono. Kant nella sua critica delle prove
dell’esistenza di Dio ha affermato che l’esistenza di Dio non può
essere dimostrata razionalmente. L’agnostico è sostanzialmente uno
scettico influenzato dalla cultura religiosa, spesso nell’agnostico si
trova il desiderio di credere frustrato dal dubbio. Nell’agnostico
sussistono tutti i caratteri religiosi: la mancanza di rassegnazione
verso la realtà, la speranza inconsistente, è solo lo scetticismo che
distingue il cristiano dall’agnostico. L’ateo è tale perche porta la
certezza del vuoto del cielo, riconduce l’essenza delle divinità
unicamente all’uomo, ma soprattutto ha rimosso tutte le fantasie, i
sogni, e le favole e le illusioni, che non sono rilevabili nel mondo
oggettivo, la rassegnazione al mondo è l’esito finale.
Un anonimo su internet ha scritto: Che Dio non esista se non
nelle nostre fantasie è una verità autoevidente, così cristallina che
non meriterebbe nemmeno di essere ancora discussa. Questa
osservazione cinica da sola è potenzialmente in grado di piantare
l’ultimo chiodo nella bara di Dio, chiudendo per sempre il problema dal
punto di vista filosofico. Dio non c’è, ciò che chiamammo Dio è il
prodotto delle umane fantasie, chiudiamo per sempre il discorso, e non
esiste nessuna necessità di dimostrare l’inesistenza di ciò che non
esiste(Dio). Il problema “Dio” è però più complesso della
semplificazione logica e realista del pensatore anonimo. Ha scritto
Onfray: Dio non è morto, una finzione non muore, un’illusione non trapassa mai. Dio sembra dunque immortale. Ancora Onfray:L’ultimo Dio sparirà con l’ultimo uomo. E con lui spariranno il timore, la paura, l’angoscia, macchine per creare divinità.
L’unico vento che soffia nelle vele dei sostenitori di Dio consiste
nell’osservare che milioni di uomini credono in Dio, uomini che si sono
spezzati la schiena per elevare templi alla sua gloria, e hanno
considerato Dio il più prezioso dei beni, hanno combattuto guerre hanno
ucciso e sono morti nel suo nome: Perché? Di fronte a questa realtà una
filosofia atea non può limitarsi a negare l’esistenza di Dio,
semplicemente perché Dio ha pur sempre consistenza nella fede degli
uomini, ha consistenza come mito, e questa consistenza contraddice in
fondo, la totale negazione atea. Il pensiero ateista non può esaurirsi
nella totale negazione, ma deve compiere il passo evolutivo spiegando
l’essenza di Dio.
Io ho negato l’esistenza del Dio che le religioni ci inducono a
credere, ma sono il primo a chiedermi: ALLORA COSA E’ DIO? Rispondo
osservando che Dio non è visibile, Dio non è udibile, e Dio non è
toccabile, Dio è solamente immaginabile. Quindi chi non ha immaginazione
non ha un Dio, è logico quindi affermare che Dio è unicamente un constructus
dell’immaginazione. Feuerbach, con una brillante intuizione affermò
che la teologia deve essere ribaltata per trovarvi la verità: non è
vero che sia stato Dio a fare l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma
il contrario è stato l’uomo che ha creato l’idea di Dio a sua immagine e
somiglianza. Si tratta allora di portare alla luce il meccanismo
alienato che porta alla scissione di Dio dall'uomo. Se l'uomo è l'unica
entità esistente e Dio non è altro che un sentimento contenuto nella
coscienza degli uomini, allora non può essere che Dio e l'uomo siano
entità diverse, in realtà Dio e l'uomo albergano in un'identica
essenza, l'unica, quella umana. Dio non è quindi più il creatore degli
uomini, in quanto egli è un prodotto umano, il prodotto della coscienza
degli uomini. Feuerbach afferma che per il fatto che esista una
scissione occorre che qualcosa sia unito, e questa unione è proprio
l'identità di uomo e Dio, in quanto Dio è presente nell'uomo come
sentimento del divino. Dunque il rivolgersi del sentimento a Dio non è
altro che il sentimento stesso di Dio, la stessa ragione divina e la
stessa ragione umana: Dio non esiste come entità a sé ma come
sentimento presente nell'uomo, l'uomo produce Dio. Dio è un aspetto
dell’uomo. Dio quindi non ha altra consistenza che esistere
nell’immaginazione del credente. Feuerbach scrisse: Dio non lo si
vede, non lo si ode, non lo si percepisce sensibilmente. Se non credo
in Dio, se non penso a Dio, non esiste per me Dio alcuno.
Dunque unicamente in quanto viene pensato e creduto esiste. Nietzsche ha scritto: E’ necessario credere in Dio perche Dio non esiste, se al contrario esistesse non vi sarebbe alcuna necessita di credervi. Qui
si spiega che l’esistente nella realtà è rilevabile dai sensi, quindi
vero, Dio al contrario non essendo realmente presente ha bisogno di
essere creduto, cioè immaginato. Sia per Feuerbach che per Nietzsche,
Dio è solamente il prodotto dell’immaginazione umana prima e della
credulità poi. Non fu Dio a creare l'uomo a propria somiglianza, bensì
al contrario, furono gli uomini e le donne a modellare gli dei a
propria immagine e somiglianza. Ludwig Feuerbach chiosò con una certa
ironia che, potendo gli uccelli concepire una religione, il loro dio
avrebbe avuto le ali. Quello che veramente è onnipotente è
l’immaginazione umana, lei non conosce i limiti che condizionano la
realtà. Il devoto celebra nell’amore di Dio, l’amore per la sua
illusione. È necessario credere perché solo attraverso il credere si
può dare consistenza a ciò che consistenza reale non ha. Come sappiamo
da Feuerbach: credere significa immaginare vero, ciò che vero non
è: che il vino sia sangue, che il pane sia carne, e che l’uomo mortale
sia un essere eterno. Dio è dove è l’uomo devoto, non esiste
quando l’uomo lo ha dimenticato. L’unica consistenza di Dio è
nell’immaginazione umana, perché fuori da questa non ne ha alcuna.
L’idea di Dio nasce e resta solo un idea, è il prodotto
dell’immaginazione, chi non ha immaginazione non ha religione, e questo
Dio non uscirà mai dall’immaginazione che lo ha generato, non supererà
mai quella condizione. Scrisse Feuerbach: La fantasia è
quantitativamente illimitata, può ogni cosa, indistintamente, in
qualsiasi tempo ed in qualsiasi luogo; in breve essa è onnipotente,
onnisciente, onnipresente, appaga perciò tutti i desideri dell’uomo,
ma, in cambio della moneta sonante dell’esperienza, dà soltanto
istruzioni per l’aldilà, soltanto parvenze, ombre, immagini, immagini
che tuttavia hanno per l’uomo più valore e realtà di quella realtà che
non contiene più gli oggetti amati.
Nelle religioni monoteistiche la percezione di Dio è diversa da una
religione all’altra. Nel cristianesimo tutte le divinità sono
antropomorfe. Dio è immaginato somigliante all’uomo perché già
nell’Antico Testamento si legge che l’uomo è ad immagine e somiglianza
di Dio, si deduce pertanto che anche Dio sarà ad immagine e somiglianza
dell’uomo. Il Dio cristiano è anche definito Padre Eterno, nella
preghiera più importante si ci rivolge a Lui con il nome di Padre
Nostro; il Dio cristiano è detto padre perché è genitore di un uomo:
Gesù Cristo, chi genera un uomo non può essere altro che uomo. Al
contrario accostare il Dio islamico Allah all’uomo è ritenuto
nell’Islam un pensiero blasfemo perché riduttivo della divinità.
L’invocazione più comune nella religione islamica è “Allah akbar”, Dio è
grande, questa invocazione indica la dimensione quasi astronomica del
Dio islamico, svela l’immaginazione del musulmano che vede Dio grande
come l’universo, un’entità che sovrasta l’uomo come il creato. Quindi
da un punto di vista teologico il Dio cristiano, e Allah dell’islam
sono entità molto differenti. Nella religione ebraica il Dio Geova è un
severo condottiero, un capo che guida il popolo eletto dal cielo, ed
ha una natura super umana.
AMENOLFI IV AKENATON
L’ORIGINE
DI DIO La lunghissima storia dell’idea di Dio, affonda le sue radici
in epoche remote, e nell’antico Egitto trova già una prova della sua
esistenza in forma completa e direi quasi moderna. L’idea di Dio è
antichissima, ed è datata circa 3500 anni or sono. La ricerca
archeologica oggi ha dato una concreta risposta anche sull’origine del
mito di Dio, ed anche degli uomini che per primi lo hanno immaginato.
L’etimologia del nome “Dio” che significa “luminoso”, è un’importante
indizio sull’origine di questo mito. Si ritiene che l’inventore del
monoteismo sia stato un faraone della quarta dinastia che portava il
nome di Amenolfi IV, meglio conosciuto come Akenaton. Akenaton morto
circa 3500 anni or sono, governò l’Egitto alla metà del XIV secolo a.c.
Questo faraone del quale restano innumerevoli testimonianze come le
sue colossali statue custodite nel museo egizio del Cairo, era figlio
di Amenolfi III vissuto dal 1402 al 1364 ac(del quale è stata rinvenuta
la mummia) e di Tiy la sua sposa, fu marito di Nefertiti, e padre di
Tuthankamon vissuto tra 1347 al 1338 ac(del quale è stata rinvenuta la
mummia). Akenaton fu artefice di un’autentica rivoluzione teologica,
abolì le divinità antropomorfe e zoomorfe dell’antica religione egizia e
le sostituì con il culto di un’unica divinità Aton, che altro non era
che il disco solare. Al fine di concretizzare la sua nuova religione
fondo la città di Akhet-aton “l’orizzonte del disco” oggi chiamata Tell
el Amarna nel Medio Egitto, nella quale fece erigere un grande tempio
per l’adorazione dell’unico dio Aton., del quale Akenaton era l’unico
rappresentante sulla terra. Akenaton visse tutta la vita nella sua
città nel deserto non interessandosi agli affari di stato, alla sua
morte Amarna andò in rovina, ed in parte fu distrutta, sono ancora
evidenti i segni di cancellazione della memoria di Akenaton e della
nuova religione da lui fondata. Il figlio o nipote di Akenaton,
Tutankhaton cambio il suo nome in Tutankhamon restituendo al dio
dinastico Amon la sua potenza. La casta sacerdotale che era stata
emarginata dalla nuova religione di Akenaton, riacquisi il suo potere.
Anche se non esistono certezze, molti studiosi ritengono che l’eresia di
Akenaton non si perse tra le sabbie del deserto, ma divenne la
religione di una minoranza di schiavi che viveva nell’Egitto: gli
Ebrei, cosi pensava anche Sigmund Freud quando scrisse nel suo libro
“Mosè e il monoteismo”: Mosè diede al suo popolo in fuga dall’Egitto la stessa religione di Akenaton. Le
contaminazioni tra la religione ebraica e l’antica religione egizia
sono tante, si pensi che i dieci comandamenti sono riportati nel libro
egiziano del morti che è il più antico testo religioso della storia.
Non abbiamo l’esatta relazione temporale tra Mosè e Akenaton, (perche
non sappiamo, quando visse Mosè del quale esiste solo il racconto
biblico) ma in proposito esistono due ipotesi: la prima ritiene che Mosè
sia stato contemporaneo di Akenaton e abbia vissuto alla sua corte,
(tesi sostenuta dal ritrovamento di papiri che ritrarrebbero Mosè alla
corte di Akenaton intento a leggere di fronte alla figlia e ad Akenaton
stesso). La seconda ipotesi ritiene che Mosè iniziò la sua
predicazione meno di cento anni dopo la morte si Akenaton. Alla luce
della storia e della ricerca archeologica oggi è possibile affermare
che Akenaton è stato l’inventore di Dio e Mosè ha permesso che questa
idea arrivasse ai nostri giorni, idea sulla quale si fondano le tre
principali religioni monoteistiche: ebraismo, islam e cristianesimo. A
riprova della mia affermazione porto uno scritto rinvenuto in Egitto
nella città di Amarna e precisamente nella tomba d’Ay, che fu un famoso
sacerdote alla corte del faraone Akenaton e che dimostra come a quel
tempo l’idea di Dio fosse già interamente formata e completamente
sovrapponibile all’idea di Dio nei nostri giorni. Questo celebre
scritto è stato attribuito ad Akenaton medesimo. Tu sorgi
bellissimo all’orizzonte nel cielo, o vivo Aton, da quando desti
inizio alla vita brillando a oriente sull’orizzonte e riempiendo ogni
terra della tua bellezza. Sei bello e grande, mentre splendi in alto su
ogni paese, e i tuoi raggi abbracciano le terre fino ai limiti da te
segnati, perche tu sei il sole e raggiungi i loro confini e le
assoggetti al tuo figlio diletto. Sei tanto lontano, eppure i tuoi raggi
inondano la terra. Tu splendi sul volto degli uomini, eppure i tuoi
moti non sono visibili. Quando tramonti all’orizzonte occidentale, la
terra giace nelle tenebre come in preda alla morte. Gli uomini passano
la notte nel loro letto, con la testa coperta, e non c’è occhio che
veda i suoi simili. I loro beni vengono rubati anche se nascosti sotto
il guanciale, ed essi non si ne accorgono. Il leone esce dalla sua
tana, i serpenti mordono. L’oscurità è il solo lume, mentre la terra è
immersa nel silenzio e il suo creatore riposa dietro l’orizzonte.La
terra si illumina quando tu sorgi all’orizzonte, splendido come Aton
durante il giorno. Tu scacci le tenebre ed elargisci i tuoi raggi. I
due paesi si destano festosi, si alzano in piedi, tu li fai sorgere. Le
membra sono levate, vestite, e le mani si levano in alto della tua
gloriosa comparsa. Il paese intero compie il suo lavoro. Il bestiame
pascola quieto nei campi. Alberi e prati rinverdiscono. Gli uccelli, si
alzano in volo dai nidi, con le loro ali lodano il tuo spirito. Gli
animali inebriati saltano di gioia. Tutto ciò che vola è in sosta sulla
terra rivive, quando tu sorgi per loro. Le navi viaggiano verso il
nord e altrettante vanno verso il sud. Ogni strada si apre al tuo
apparire. Nel fiume i pesci guizzano di fronte al tuo viso. I tuoi
raggi splendono sul Grande Verde (mare).Tu fai crescere il seme maschile
nel ventre delle donne, tu crei i liquidi umori del genere umano,
portando alla vita il figlio nel ventre della madre asciugando le sue
lacrime, nutrendolo gia nel corpo materno; tu doni l’aria che fa vivere
tutto ciò che hai creato, e nel giorno della nascita l’uomo esce dal
ventre per respirare; tu gli apri la bocca e crei il suo sostentamento.
Il pulcino pigola nell’uovo; tu gli dai aria dentro la guscio, perche
possa vivere, tu lo hai creato in modo che possa rompere il guscio
dell’uovo, ed esce fuori dal guscio per testimoniare la sua completezza
e cammina su due zampe. Come varie e molteplici sono le tue opere.
Esse sono misteriose all’intelligenza dell’uomo. Tu unico Dio, al quale
nessun altro è simile. Tu hai creato la terra secondo il tuo cuore e da
solo, proprio tutti gli uomini e le mandrie e greggi: tutto ciò che si
trova sulla terra, gli esseri che camminano con i piedi, quelli che si
librano sulle ali,i piedi di Khor (Siria e Palestina) e di
Cush(Nubia), e la terra di Egitto. Tu collochi ciascuno al suo posto e
crei per ciascuno il cibo adatto al suo sostentamento e stabilisci i
limiti della sua vita; tu dai agli uomini lingue diverse e caratteri
diversi, e il colore della pelle cambia, perché hai distinto paese da
paese. Nel mondo sotterraneo tu formi la piena del Nilo e la guidi dove
vuoi per dar vita ai comuni mortali, che tu hai creato per te, loro
signore, che con essi lavori; tu , il signore di ogni paese, che brilli
per loro, l’Aton, che splende nelle ore del giorno in tutta la sua
maestà. A tutti i paesi lontani, tu hai dato la vita. Hai posto un
fiume Nilo nel cielo (vale a dire la pioggia), ed esso scende per loro e
fa onde sui monti come il Grande Verde per irrigare i campi e
villaggi. Come efficaci sono i tuoi piani, o Signore dell’eternità La
piena del Nilo celeste è il tuo dono ai paesi stranieri e agli animali
di ogni contrada, che camminano con i piedi. Ma per la terra
dell’Egitto la piena del Nilo esce dal mondo sotterraneo. I tuoi raggi
nutrono le praterie. Quando tu brilli , l’erba cresce e vive per te. Tu
fai le stagioni perche tutte le cose che hai creato possano prosperare,
l’inverno per rinfrescare, il calore estivo perche abbiamo il tuo
sapore. Tu hai fatto il cielo lontano per risplendervi e vedere tutto
ciò che hai creato, perche tu sei solo e risplendi nelle tue diverse
forme come Aton vivo, comparendo glorioso, cinto di raggi, lontano e
vicino al tempo stesso. Da te solo tu trai milioni di aspetti, città e
villaggi, campi, strade, e fiume. Ogni occhi ti vede di fronte a se,
perche tu sei il disco del giorno…Nessuno ti conosce se non tuo figlio
Neferrkheprurè-warenrè, perche tu gli dato la capacità d’intendere i
tuoi disegni e la tua forza. La terra viene alla vita sotto la tua mano
allo stesso modo degli uomini. Tu hai brillato ed essi sono venuti
alla vita. Tu tramonti ed essi muoiono. Tu stesso sei la vita e gli
uomini vivono per mezzo tuo. Gli occhi sono di fronte alla bellezza,
finche tu non tramonti. Ogni lavoro è sospeso, quando tu tramonti a
destra. Sorgendo tu rendi vigoroso il re; tutte le gambe si mettono in
movimento quando tu illumini la terra. Per il re; tutte le gambe sono
in moto dal momento che tu hai toccato la terra. Tu fai sorgere gli
uomini per il tuo figlio, uscito dal tuo corpo, il Re dell’Alto e del
Basso Egitto,Colui che vive nella Verità, il Signore dei due Paesi
Neferkheprurè-waenrè il figlio di Ra, che vive nella verità, il Signore
dei Diademi Akenaton, grande durante la sua vita; e che lui possa
vivere a lungo e prosperare la Grande Sposa Reale, che egli ama, la
Signora dei due Paesi, Neferneferuaton Nefertiti.
Ritengo che si possa condividere la considerazione fatta dall’egittologo Franco Cimmino: La concezione dell’Aton si avvicinò forse più di ogni altra del suo tempo all’immagine compiuta di Dio.
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